SHARDANA MULTIMEDIA SRL
+39 328 9442747
info@progettoposte.it

Pacco bloccato alla dogana: documenti, dazi, IVA, controlli e responsabilità

Funzionario doganale controlla un pacco e verifica i documenti necessari per lo sdoganamento

Ultimo controllo delle fonti ufficiali: 29 giugno 2026.

Avvertenza importante.Norme doganali, aliquote, franchigie, documentazione richiesta e condizioni applicate dai vettori possono cambiare. Il trattamento dipende dalla merce, dal valore, dall’origine, dal Paese di provenienza, dalla finalità dell’importazione e dal soggetto che presenta la dichiarazione. Prima di effettuare pagamenti o inviare documenti è necessario verificare la richiesta ricevuta attraverso i canali ufficiali del corriere, dell’operatore postale o dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Unpacco bloccato alla dogananon è necessariamente sequestrato o destinato a essere restituito.

Nella maggior parte dei casi, l’espressione indica che la spedizione non può essere ancora svincolata perché sono necessari ulteriori controlli, documenti, chiarimenti sul contenuto oppure il pagamento di dazi, IVA e spese collegate allo sdoganamento.

Il fermo può dipendere, per esempio, da:

  • fattura mancante o incompleta;
  • descrizione generica della merce;
  • valore dichiarato ritenuto non plausibile;
  • origine della merce non documentata;
  • codice doganale non corretto;
  • mancanza del codice fiscale o EORI;
  • dazi o IVA da liquidare;
  • assenza di licenze, certificati o autorizzazioni;
  • controllo fisico del contenuto;
  • sospetto di contraffazione;
  • merce vietata o soggetta a restrizioni;
  • incongruenza tra documenti, peso e contenuto;
  • controlli sanitari, veterinari o fitosanitari.

Che cosa significa realmente “bloccato alla dogana”?

Il tracking dei vettori utilizza spesso espressioni sintetiche come:

  • in attesa di sdoganamento;
  • spedizione in dogana;
  • clearance delay;
  • documentazione richiesta;
  • controllo doganale;
  • rilascio in sospeso;
  • on hold;
  • pagamento degli oneri richiesto.

Questi stati non descrivono necessariamente la medesima situazione.

La spedizione potrebbe trovarsi:

  • in attesa della dichiarazione doganale;
  • in attesa di documenti dal mittente o destinatario;
  • in fase di calcolo degli oneri;
  • selezionata per un controllo documentale;
  • selezionata per un’ispezione fisica;
  • ferma presso il magazzino del vettore;
  • in attesa dell’autorizzazione di un’altra autorità;
  • già svincolata ma non ancora trasferita alla rete di consegna.

Il tracking pubblico non permette sempre di individuare con precisione quale attività sia ancora necessaria. Per questo il primo riferimento operativo è normalmente il vettore o l’operatore postale che gestisce lo sdoganamento.

Quando una spedizione deve passare dalla dogana?

Le formalità doganali riguardano principalmente le merci che entrano nel territorio doganale dell’Unione europea provenendo da Paesi o territori esterni.

Tra gli esempi:

  • Stati Uniti;
  • Cina;
  • Regno Unito, salvo regole particolari applicabili;
  • Svizzera;
  • Giappone;
  • Canada;
  • Paesi africani, asiatici e sudamericani;
  • territori che, pur essendo collegati a Stati membri, non appartengono integralmente al territorio doganale o IVA dell’Unione.

Le spedizioni tra Paesi dell’Unione europea normalmente non richiedono uno sdoganamento ordinario. Possono però restare soggette a controlli e adempimenti per prodotti sottoposti ad accisa, merci regolamentate o territori con status particolare.

Le cause più frequenti del fermo doganale

Documentazione incompleta

La dogana o il rappresentante doganale possono richiedere informazioni che non risultano dalla spedizione.

Tra i documenti più frequentemente necessari:

  • fattura commerciale;
  • fattura pro forma per campioni, regali, resi o invii non commerciali;
  • conferma dell’ordine;
  • prova del pagamento;
  • descrizione dettagliata della merce;
  • documento di identità del destinatario;
  • codice fiscale;
  • codice EORI per l’operatore economico;
  • dichiarazione sull’uso e sulla destinazione della merce;
  • certificato di origine;
  • licenza o autorizzazione;
  • scheda tecnica o scheda di sicurezza;
  • documenti sanitari, veterinari o fitosanitari.

Non tutti questi documenti sono richiesti per ogni pacco. La necessità dipende dal contenuto e dal tipo di operazione.

Descrizione della merce troppo generica

Espressioni come “regalo”, “campione”, “accessori”, “ricambi”, “vestiti” o “materiale personale” possono essere insufficienti.

La descrizione dovrebbe permettere di comprendere:

  • che cosa contiene il pacco;
  • materiale e funzione degli articoli;
  • numero dei pezzi;
  • valore unitario e complessivo;
  • eventuale marchio o modello;
  • uso previsto;
  • Paese di origine.

Una descrizione precisa facilita la classificazione doganale e riduce il rischio di richieste successive.

Valore dichiarato non credibile

Il valore indicato sulla fattura o sulla dichiarazione deve corrispondere alla reale operazione.

La dogana può richiedere ulteriori prove quando il valore appare troppo basso rispetto a:

  • tipologia della merce;
  • quantità;
  • marchio;
  • prezzi normalmente praticati;
  • prova di pagamento;
  • costo del trasporto;
  • documentazione presente nel pacco.

Possono essere richiesti estratto dell’ordine, ricevuta della carta, pagamento PayPal, bonifico, contratto di vendita o altra documentazione commerciale.

Indicare volontariamente un valore inferiore per ridurre IVA e dazi può determinare ricalcolo degli oneri e ulteriori conseguenze.

Classificazione doganale da verificare

Ogni merce deve essere classificata secondo un codice della nomenclatura doganale.

Il codice incide su:

  • aliquota del dazio;
  • misure di politica commerciale;
  • licenze e certificati;
  • restrizioni;
  • eventuali dazi antidumping;
  • controlli sanitari o tecnici.

La classificazione non dovrebbe essere scelta soltanto in base al nome commerciale del prodotto.

Origine della merce non documentata

L’origine doganale non coincide sempre con il Paese dal quale il pacco è stato spedito.

Un articolo inviato dal Regno Unito, per esempio, potrebbe essere stato prodotto in un altro Paese. L’origine può influire sull’aliquota del dazio e sull’applicazione di accordi preferenziali.

Quando viene richiesta un’agevolazione tariffaria, può essere necessario presentare una prova o dichiarazione di origine conforme all’accordo applicabile.

Merci vietate o limitate

Alcuni beni non possono essere importati oppure richiedono autorizzazioni e procedure specifiche.

Tra le categorie da verificare:

  • merci pericolose;
  • armi e munizioni;
  • farmaci e prodotti sanitari;
  • alimenti e prodotti di origine animale;
  • piante e sementi;
  • prodotti soggetti ad accisa;
  • specie protette e prodotti CITES;
  • beni culturali;
  • prodotti contraffatti;
  • batterie al litio;
  • sostanze chimiche;
  • materiali radioattivi.

Approfondisci la differenza tra merci vietate, limitate ed escluse dai vettori

Quali documenti possono essere richiesti?

Fattura commerciale

Viene normalmente utilizzata per una vendita o altra operazione commerciale.

Dovrebbe contenere:

  • dati del venditore;
  • dati dell’acquirente o destinatario;
  • numero e data;
  • descrizione precisa degli articoli;
  • quantità;
  • valore unitario e totale;
  • valuta;
  • Paese di origine;
  • condizioni di resa, quando applicabili;
  • costi di trasporto e assicurazione;
  • eventuale codice doganale.

Fattura pro forma

Può essere utilizzata quando non esiste una vendita, per esempio per:

  • campioni gratuiti;
  • regali;
  • effetti personali;
  • merce inviata in riparazione;
  • reso al venditore;
  • trasferimenti senza corrispettivo.

Anche in assenza di vendita deve essere indicato un valore realistico ai fini doganali. Scrivere “valore zero” non è normalmente sufficiente.

Prova del pagamento

Può essere richiesta per verificare che il valore dichiarato corrisponda al prezzo effettivamente pagato.

Può consistere in:

  • ricevuta del marketplace;
  • conferma dell’ordine;
  • estratto della carta;
  • ricevuta PayPal;
  • bonifico;
  • contratto o conferma del venditore.

Codice fiscale ed EORI

Il destinatario privato può essere chiamato a comunicare il proprio codice fiscale e un documento di identità.

Gli operatori economici che svolgono operazioni doganali devono verificare la necessità del codice EORI, utilizzato come identificativo comune nel territorio doganale dell’Unione europea.

Autorizzazioni e certificati

A seconda della merce possono essere necessari:

  • certificati sanitari;
  • certificati veterinari;
  • certificati fitosanitari;
  • licenze di importazione;
  • documentazione CITES;
  • certificati di conformità;
  • schede di sicurezza;
  • autorizzazioni per beni culturali;
  • prove di origine preferenziale.

Dazio, IVA e spese di sdoganamento non sono la stessa cosa

Quando un pacco viene importato possono essere richieste più voci economiche.

Dazio doganale

Il dazio è un tributo applicato all’importazione in base a elementi come:

  • classificazione della merce;
  • origine;
  • valore doganale;
  • quantità;
  • eventuali accordi preferenziali;
  • misure antidumping o altri provvedimenti commerciali.

Non esiste un’unica aliquota valida per tutti i pacchi.

IVA all’importazione

L’IVA è normalmente dovuta quando beni provenienti da Paesi o territori esterni vengono immessi in libera pratica nell’Unione europea, salvo specifiche esenzioni.

La base imponibile può comprendere:

  • valore doganale della merce;
  • dazio;
  • altre imposte e oneri;
  • spese accessorie rilevanti, quando non già comprese;
  • trasporto e assicurazione secondo le regole applicabili.

L’aliquota dipende dalla tipologia della merce e dalla normativa IVA applicabile.

Accise

Alcolici, tabacchi, prodotti energetici e altre merci possono essere soggetti ad accisa oltre a IVA e dazi.

Spese del vettore o del rappresentante doganale

Il corriere o l’operatore postale può applicare un costo per:

  • presentazione della dichiarazione;
  • rappresentanza doganale;
  • anticipazione degli oneri;
  • gestione documentale;
  • magazzinaggio;
  • contatto con il destinatario;
  • pratiche aggiuntive.

Queste spese non sono dazi o IVA. Sono corrispettivi applicati dal soggetto che svolge il servizio di sdoganamento.

Che cosa cambia dal 1° luglio 2026 per i pacchi fino a 150 euro?

Fino al 30 giugno 2026, le merci di valore intrinseco non superiore a 150 euro possono beneficiare, quando ricorrono le condizioni, dell’esenzione dal normale dazio doganale. L’IVA resta comunque dovuta, salvo specifiche esenzioni.

Dal1° luglio 2026l’Unione europea introduce un dazio forfettario temporaneo di3 euro per categoria di articolocontenuta nelle spedizioni di modesto valore interessate dal nuovo regime.

La misura:

  • riguarda le importazioni e-commerce di modesto valore provenienti da fuori dell’Unione;
  • si applica alle spedizioni fino a 150 euro rientranti nel regime previsto;
  • sostituisce temporaneamente la precedente franchigia dal dazio per tali flussi;
  • è prevista dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028;
  • non elimina l’IVA all’importazione;
  • non sostituisce eventuali accise, controlli o restrizioni.

Il calcolo effettivo può dipendere dal numero di categorie doganali presenti nel pacco e dal sistema utilizzato per dichiarare l’importazione.

Esempio orientativo.Un pacco contenente più articoli appartenenti alla stessa categoria doganale può essere trattato diversamente da un pacco che contiene prodotti appartenenti a più categorie. Il calcolo concreto deve risultare dalla dichiarazione doganale e dalle regole applicabili.

Come funziona l’IOSS?

L’Import One Stop Shop, o IOSS, è un sistema utilizzato per semplificare la dichiarazione e il pagamento dell’IVA sulle vendite a distanza di beni importati di valore non superiore a 150 euro.

Quando il venditore o il marketplace utilizza correttamente l’IOSS:

  • l’IVA viene normalmente addebitata al momento dell’acquisto;
  • il numero IOSS viene trasmesso nella dichiarazione doganale;
  • l’IVA non dovrebbe essere richiesta una seconda volta all’importazione;
  • la spedizione resta comunque soggetta a dichiarazione e controlli doganali.

Se l’IVA è stata pagata all’acquisto ma viene richiesta nuovamente, il destinatario dovrebbe verificare:

  • che l’ordine rientrasse nell’IOSS;
  • che il valore non superasse 150 euro;
  • che il numero IOSS sia stato trasmesso correttamente;
  • che fattura e prova di pagamento distinguano l’IVA;
  • quale procedura di rimborso preveda il venditore o marketplace.

Il numero IOSS non deve normalmente essere pubblicato o comunicato dal consumatore: deve essere trasmesso dal venditore attraverso la catena logistica e doganale.

I regali sono sempre esenti?

No. La scritta “gift” o “regalo” sulla dichiarazione non produce automaticamente un’esenzione.

Le agevolazioni per le piccole spedizioni tra privati richiedono condizioni specifiche, tra cui normalmente:

  • invio occasionale;
  • mittente e destinatario privati;
  • assenza di pagamento;
  • contenuto destinato all’uso personale o familiare;
  • rispetto dei limiti di valore;
  • assenza di prodotti esclusi o sottoposti a regole particolari.

Le spedizioni commerciali acquistate online non diventano regali soltanto perché il venditore le dichiara come tali.

Come vengono calcolati dazi e IVA?

Il calcolo non viene effettuato soltanto sul prezzo scritto sull’etichetta.

Possono essere considerati:

  • prezzo effettivamente pagato;
  • costo di trasporto;
  • assicurazione;
  • commissioni e altri elementi rilevanti;
  • classificazione doganale;
  • origine della merce;
  • quantità;
  • eventuali dazi aggiuntivi;
  • aliquota IVA del prodotto.

In termini semplificati:

  1. si determina il valore doganale;
  2. si applica l’eventuale dazio;
  3. si determina la base imponibile IVA includendo gli elementi previsti;
  4. si applica l’aliquota IVA;
  5. si aggiungono le eventuali spese di sdoganamento del vettore.

Il dettaglio dovrebbe risultare dalla documentazione rilasciata dal soggetto che gestisce l’importazione.

Perché la dogana può aprire o controllare il pacco?

Le autorità doganali possono effettuare controlli per verificare:

  • corrispondenza tra dichiarazione e contenuto;
  • correttezza del valore;
  • classificazione;
  • origine;
  • presenza di merci vietate;
  • contraffazione;
  • sicurezza dei prodotti;
  • adempimenti sanitari e fitosanitari;
  • pagamento dei diritti dovuti.

Il controllo può essere:

  • documentale;
  • tramite scanner;
  • fisico, con apertura del collo;
  • effettuato insieme ad altre autorità competenti;
  • basato su analisi del rischio;
  • selezionato a campione.

L’apertura per controllo non significa automaticamente che sia stata accertata una violazione.

Controlli sanitari, veterinari e fitosanitari

Alcune merci richiedono verifiche svolte anche da autorità diverse dalla dogana.

Possono essere interessati:

  • alimenti;
  • integratori;
  • farmaci;
  • dispositivi medici;
  • animali e prodotti di origine animale;
  • piante;
  • semi;
  • legno e imballaggi in legno;
  • cosmetici;
  • campioni biologici.

In questi casi il pacco può restare fermo anche dopo il completamento della parte strettamente doganale.

Controlli sulla contraffazione

Quando una spedizione contiene prodotti sospettati di violare marchi, brevetti o altri diritti di proprietà intellettuale, la dogana può sospendere lo svincolo.

Il controllo può riguardare:

  • abbigliamento e calzature;
  • accessori;
  • ricambi;
  • elettronica;
  • cosmetici;
  • giocattoli;
  • prodotti con marchi o confezioni sospette.

Un prezzo particolarmente basso, il venditore non identificabile o una descrizione generica possono aumentare il rischio di accertamenti.

Chi è responsabile dello sdoganamento?

Le responsabilità sono distribuite tra più soggetti.

Mittente o venditore

Deve predisporre documenti corretti e dichiarare in modo veritiero:

  • contenuto;
  • valore;
  • origine;
  • quantità;
  • finalità dell’invio;
  • eventuali merci regolamentate.

Destinatario o importatore

Può essere tenuto a:

  • fornire documenti e chiarimenti;
  • dimostrare il pagamento;
  • comunicare codice fiscale o EORI;
  • rilasciare una delega alla rappresentanza doganale;
  • pagare IVA, dazi e altri oneri;
  • ottenere autorizzazioni quando ne è responsabile.

Corriere o operatore postale

Può:

  • trasportare la spedizione;
  • presentare o trasmettere i dati doganali;
  • agire come rappresentante doganale;
  • richiedere documenti al destinatario;
  • anticipare gli oneri;
  • riscuotere imposte e proprie spese;
  • consegnare la merce dopo lo svincolo.

Il vettore non decide autonomamente quali dazi siano previsti dalla legge, ma può applicare costi propri per il servizio prestato.

Autorità doganale

La dogana:

  • controlla la dichiarazione;
  • può richiedere documenti;
  • verifica classificazione, origine e valore;
  • calcola o controlla i diritti;
  • seleziona le spedizioni da ispezionare;
  • autorizza lo svincolo;
  • può sospendere, sequestrare o adottare altri provvedimenti nei casi previsti.

Marketplace o piattaforma di vendita

Quando utilizza regimi come l’IOSS, la piattaforma può essere responsabile della riscossione e dichiarazione dell’IVA secondo le regole applicabili.

Questo non elimina gli obblighi relativi a descrizione, origine, restrizioni e controlli doganali.

Che cosa fare quando il pacco è fermo?

  1. Leggere attentamente il tracking.Annotare codice, data e formulazione esatta dello stato.
  2. Identificare chi gestisce lo sdoganamento.Può essere il corriere, l’operatore postale o un rappresentante doganale.
  3. Controllare e-mail, SMS e area riservata.Verificare che la comunicazione sia autentica.
  4. Chiedere quale documento manca.Evitare di inviare documenti non richiesti o a indirizzi non verificati.
  5. Preparare fattura e prova del pagamento.I dati devono essere coerenti.
  6. Descrivere precisamente la merce.Indicare materiale, uso, quantità e valore.
  7. Verificare eventuali restrizioni.Controllare se servano licenze o certificati.
  8. Esaminare il calcolo degli oneri.Distinguere imposte, dazi e spese del vettore.
  9. Pagare soltanto tramite canali ufficiali.Diffidare di link non riconducibili al corriere.
  10. Conservare tutta la documentazione.Richieste, pagamenti, dichiarazione, svincolo e consegna.

Come riconoscere una richiesta autentica

I tentativi di frode che utilizzano falsi messaggi doganali sono frequenti.

Prima di pagare:

  • controllare il codice di tracking sul sito ufficiale;
  • verificare il dominio del mittente;
  • non utilizzare numeri telefonici presenti soltanto nel messaggio sospetto;
  • accedere direttamente all’area clienti del corriere;
  • chiedere il riferimento della pratica;
  • verificare che importo e spedizione coincidano;
  • non comunicare credenziali bancarie o codici di sicurezza.

Quanto tempo può restare fermo?

Non esiste un tempo unico valido per tutti i pacchi.

La durata può dipendere da:

  • completezza dei documenti;
  • rapidità della risposta del mittente o destinatario;
  • tipo di controllo;
  • necessità di coinvolgere altre autorità;
  • complessità della classificazione;
  • merce soggetta a restrizioni;
  • volumi gestiti dall’ufficio;
  • pagamento degli oneri;
  • eventuale contestazione.

Un fermo documentale può risolversi rapidamente dopo l’invio delle informazioni. Un controllo sanitario, una verifica sulla contraffazione o una procedura relativa a merci regolamentate può richiedere tempi più lunghi.

Che cosa succede se non vengono inviati i documenti?

Se mittente o destinatario non rispondono entro i termini comunicati, la spedizione può essere:

  • mantenuta in deposito con eventuali costi;
  • restituita al mittente;
  • abbandonata secondo le procedure applicabili;
  • distrutta o smaltita nei casi previsti;
  • soggetta a ulteriori provvedimenti se contiene beni vietati.

Le conseguenze dipendono dal vettore, dalla merce e dalla decisione dell’autorità competente.

Pacco inviato per riparazione o restituzione

Una merce inviata all’estero per riparazione, sostituzione o reso non è automaticamente esente da formalità e tributi.

Prima della spedizione devono essere predisposti documenti che chiariscano:

  • motivo dell’invio;
  • valore della merce;
  • precedente esportazione o importazione;
  • garanzia;
  • numero di serie;
  • eventuale riparazione gratuita o a pagamento;
  • procedura doganale richiesta.

In assenza di documentazione adeguata, il rientro può essere trattato come una nuova importazione.

Come contestare dazi o IVA ritenuti errati

Quando l’importo appare non corretto è opportuno chiedere:

  • dettaglio delle voci addebitate;
  • codice doganale utilizzato;
  • valore assunto per il calcolo;
  • origine considerata;
  • aliquota del dazio;
  • base imponibile IVA;
  • distinzione tra tributi e spese del vettore;
  • copia o riferimenti della dichiarazione doganale.

Se l’errore riguarda i dati forniti dal venditore, può essere necessario coinvolgere anche il mittente o il marketplace.

Per contestazioni formali, importi elevati o classificazioni complesse è opportuno rivolgersi a uno spedizioniere doganale o a un professionista competente.

Come prevenire un blocco doganale

Prima di spedire:

  1. descrivere la merce in modo preciso;
  2. indicare il valore reale;
  3. verificare il codice doganale;
  4. indicare correttamente l’origine;
  5. allegare fattura commerciale o pro forma;
  6. controllare merci vietate e limitate;
  7. verificare le regole del Paese di destinazione;
  8. ottenere licenze e certificati;
  9. specificare correttamente i termini di resa;
  10. fornire dati completi di mittente e destinatario;
  11. utilizzare un imballaggio idoneo;
  12. conservare copie di tutti i documenti.

Come deve operare una posta privata?

Una posta privata che accetta spedizioni internazionali deve evitare di presentare lo sdoganamento come un’attività automatica o priva di rischi.

L’operatore dovrebbe:

  • identificare il vettore utilizzato;
  • verificare i Paesi serviti;
  • chiedere una descrizione dettagliata della merce;
  • controllare merci vietate e limitate;
  • distinguere documenti e merci;
  • verificare fattura o pro forma;
  • informare il cliente della possibile applicazione di dazi e IVA;
  • non promettere costi doganali certi senza dati completi;
  • conservare la documentazione dell’operazione;
  • indirizzare il cliente al vettore per le richieste di sdoganamento.

La posta privata non dovrebbe determinare autonomamente il dazio definitivo quando non dispone delle informazioni e competenze necessarie.

Piattaforme per spedizioni e documenti doganali

Una piattaforma per spedizioni pacchi può supportare la preparazione dei dati necessari al vettore.

Può consentire di gestire:

  • dati del mittente e destinatario;
  • descrizione degli articoli;
  • quantità e valore;
  • peso;
  • Paese di origine;
  • codice doganale;
  • fattura commerciale;
  • fattura pro forma;
  • tracking;
  • documenti richiesti dal vettore.

La piattaforma non sostituisce la verifica doganale e non garantisce lo svincolo della spedizione.

Scopri la piattaforma per la gestione delle spedizioni pacchi

Errori frequenti

  • Dichiarare “regalo” una vendita online.
  • Indicare un valore simbolico o pari a zero.
  • Descrivere la merce come “accessori” o “campioni”.
  • Confondere dazi e spese del corriere.
  • Ritenere che sotto 150 euro non sia mai dovuto nulla.
  • Ignorare l’IVA all’importazione.
  • Non verificare l’IOSS già pagato.
  • Attribuire automaticamente ogni ritardo alla dogana.
  • Non controllare merci vietate o limitate.
  • Inviare documenti personali a contatti non verificati.
  • Non conservare la prova del pagamento.
  • Confondere il Paese di spedizione con l’origine della merce.

Fonti ufficiali

Organizzazione dei portali, aliquote e regole possono cambiare. Le fonti devono essere ricontrollate al momento dell’operazione.

Domande frequenti

Un pacco fermo in dogana è stato sequestrato?

Non necessariamente. Potrebbe essere semplicemente in attesa di documenti, pagamento o completamento dei controlli.

Chi devo contattare?

Normalmente il corriere o l’operatore postale che gestisce lo sdoganamento. La dogana non dispone sempre delle informazioni commerciali e operative che il vettore deve raccogliere dal destinatario.

Sotto 150 euro non si pagano imposte?

No. L’IVA può essere dovuta anche per beni di valore inferiore. Inoltre, dal 1° luglio 2026 entra in vigore il dazio temporaneo europeo previsto per le importazioni e-commerce di modesto valore interessate dal nuovo regime.

Se ho già pagato l’IVA al venditore devo pagarla di nuovo?

Quando l’operazione è stata gestita correttamente tramite IOSS, l’IVA non dovrebbe essere riscossa una seconda volta. È però necessario verificare che il numero IOSS sia stato trasmesso nella dichiarazione doganale.

La scritta “regalo” evita dazi e IVA?

No. L’agevolazione richiede condizioni specifiche e non si applica automaticamente agli acquisti commerciali.

Le spese di sdoganamento sono imposte?

Non sempre. Possono essere corrispettivi applicati dal vettore o dal rappresentante doganale e devono essere distinti da IVA, dazi e accise.

La dogana può aprire il pacco?

Sì, nell’ambito dei controlli previsti. L’apertura non significa automaticamente che sia stata accertata un’irregolarità.

Quanto tempo richiede lo sdoganamento?

Dipende da documenti, controlli, merce e rapidità delle risposte. Non esiste un termine unico valido per ogni spedizione.

Posso rifiutare il pacco?

Il destinatario può chiedere al vettore quali conseguenze abbia il rifiuto. Potrebbero restare dovute spese di trasporto, deposito, restituzione o altri costi previsti dal contratto.

Conclusioni

Un pacco bloccato alla dogana può richiedere documenti, chiarimenti, pagamento di dazi e IVA oppure controlli più approfonditi.

Per risolvere il fermo è necessario identificare il soggetto che gestisce lo sdoganamento, fornire informazioni coerenti e distinguere tributi doganali dalle spese applicate dal vettore.

Mittente, destinatario, corriere e autorità doganale svolgono ruoli differenti. Una documentazione incompleta o una descrizione inesatta può rallentare lo svincolo e generare costi aggiuntivi.

Le informazioni riportate riflettono il controllo effettuato il 29 giugno 2026. Normativa, aliquote, franchigie e procedure possono essere modificate successivamente.